Laurea Magistrale a ciclo unico in Conservazione e restauro dei beni culturali (abilitante ai sensi del d. lgs n. 42

Scheda del corso

Tipo di laurea Laurea Magistrale a ciclo unico
Anno Accademico 2016/2017
Ordinamento D.M. 270
Codice 8616
Classe di corso LMR/02 - CONSERVAZIONE E RESTAURO DEI BENI CULTURALI
Anni Attivi

I, II, III, IV

Modalità di erogazione della didattica Convenzionale
Tipo di accesso Numero programmato
Sede didattica Ravenna
Coordinatore del corso Mariangela Vandini
Docenti Elenco dei docenti
Lingua Italiano

Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo

Il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali è finalizzato a formare laureati magistrali con il profilo corrispondente alla qualifica professionale di Restauratore di Beni Culturali, di cui all'art. 29, co. 6,7,8,9 D.Lgs. 42/04 e successive modificazioni (D.M. 02.03.2011 art.1 co.2).
Il restauratore di beni culturali è il professionista che definisce lo stato di conservazione e mette in atto un complesso di azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi dei beni e assicurarne la conservazione, salvaguardandone il valore culturale (D.M.26.05.2009 art.1 co.1).
I laureati magistrali in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali sono pertanto in grado di operare con autonomia decisionale ed operativa per definire lo stato di conservazione dei manufatti e mettere in atto azioni di prevenzione, manutenzione, restauro, atte a limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi e ad assicurarne la conservazione contestualizzando il valore artistico e culturale delle opere. Possiedono approfondite conoscenze delle metodologie e tecniche di conservazione e restauro necessarie alla progettazione degli interventi nonchè elevate competenze pratiche, sensibilità, abilità manuale.
In accordo con le parti sociali si intendono attivare i seguenti percorsi formativi:
PF1 - materiali lapidei e derivati; superfici decorate dell'architettura;
PF4 - materiali e manufatti ceramici e vitrei, materiali e manufatti in metallo e leghe.
Entrambi i percorsi prevedono attività scientifiche e tecnico-pratiche, tra cui studio e inquadramento storico, costituzione materica e diagnosi dello stato di conservazione, mirate alla predisposizione ed esecuzione di un corretto progetto di intervento di restauro e/o di controllo e prevenzione dei processi di degrado. I percorsi individuati prevedono l'integrazione tra la docenza convenzionale e, come previsto del DM istitutivo,una attività di laboratorio che integra esperienze universitarie e esperienze esterne (Scuola del Mosaico di Ravenna, Parco archeologico di Classe), che assicurino la effettiva proiezione dello studente verso il ruolo di restauratore.
Vengono inoltre forniti agli studenti elementi di conoscenza della normativa riguardante i beni culturali e altri relativi alla economia di impresa, indispensabili per lo svolgimento della professione, sia in ambito di attività privata autonoma che in enti pubblici.
Per perseguire gli obiettivi previsti e per consentire allo studente di confrontarsi fin dall'inizio del corso con le problematiche relative al restauro, le attività pratiche di laboratorio vengono distribuite lungo l'arco dei cinque anni.Infine si intende segnalare che è sotto attenta considerazione la costruzione del percorso formativo "PF6", che, oltre a quanto già attivo e "fruibile" in Ateneo (Dip. di Conservazione e di Scienze Informatiche), può trovare un formidabile punto di forza nella Cineteca di Bologna. La recentissima modifica della natura giuridica di quell'Ente e la complessità connessa al coordinare l'attività di diverse strutture,suggerisce,malgrado i contatti già in corso, di non proporsi di implementare fin d'ora questo settore nella proposta, riservandosi più tempo(un anno) per darle un impianto organico. Riteniamo però utile segnalare fin d'ora l'idea di una estensione del corso in questa direzione e il lavoro in atto a questo scopo.
Completa la formazione del laureato magistrale in Conservazione e restauro dei beni culturali(abilitante ai sensi del D.lgs n.42/2004) la conoscenza di una lingua dell'Unione Europea a livello B2. Potranno essere previste sia l'acquisizione delle quattro abilità linguistiche (lettura, scrittura, ascolto e dialogo) sia la frequenza vincolata delle lezioni, secondo criteri che verranno specificati in itinere dal corso di studi, in coerenza alle prescrizioni degli Organi Accademici.

Risultati di apprendimento attesi

CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE:

AREA DELLE SCIENZE DI BASE
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede approfondite conoscenze scientifiche relative alla composizione materica e alla struttura dei manufatti e alle interrelazioni tra i materiali costitutivi, propedeutiche a una adeguata conoscenza delle cause che determinano il degrado dei beni culturali.

AREA STORICA E STORICO-ARTISTICA
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede adeguate conoscenze storiche, storico-artistiche e archeologiche per assegnare ai relativi contesti culturali i manufatti in uno o più dei seguenti settori:
dipinti, materiali lapidei, materiali tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali;
- possiede approfondite conoscenze relative alle antiche tecniche di produzione dei manufatti.


AREA DELLE SCIENZE APPLICATE E DELLA METODOLOGIA PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede adeguate conoscenze tecnico-scientifiche e metodologiche per rilevare e valutare criticamente lo stato di conservazione dei manufatti in uno o più dei seguenti settori:
dipinti, materiali lapidei, materiali tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali;
- possiede una adeguata conoscenza delle metodologie per la diagnostica del degrado dei beni culturali;
- possiede una approfondita conoscenza, teorica e pratica, delle metodologie e tecniche di conservazione di manufatti in uno o più dei seguenti settori:
dipinti, materiali lapidei, materiali tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali.

AREA DEL RESTAURO
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede una approfondita conoscenza, teorica e pratica, delle metodologie e tecniche di restauro di manufatti in uno o più dei seguenti settori:
dipinti, materiali lapidei, materiali tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali;


AREA GIURIDICA, ECONOMICA E GESTIONALE
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede adeguata conoscenza della normativa riguardante i beni culturali ed elementi relativi alla economia di impresa, indispensabili per lo svolgimento della professione, sia in ambito di attività privata autonoma che in enti pubblici.


CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE:

AREA DELLE SCIENZE DI BASE
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- sa leggere, analizzare e utilizzare i dati delle indagini scientifiche necessarie a definire lo stato di conservazione di un manufatto e/o bene culturale e a progettare gli interventi conservativi più adeguati.

AREA STORICA E STORICO-ARTISTICA
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- è in grado di riconoscere, descrivere e interpretare opere e manufatti inquadrandoli e collocandoli nel proprio contesto storico-artistico;
- è in grado di integrare una corretta prospettiva storico-artistica nella progettazione e pianificazione di interventi sia a livello conservativo che di restauro e manutenzione in uno o più dei seguenti settori: dipinti, materiali lapidei, manufatti tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali.

AREA DELLE SCIENZE APPLICATE E DELLA METODOLOGIA PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- è in grado di applicare le proprie conoscenze metodologiche alla pratica di interventi di recupero, conservazione, anche in realtà complesse;
- è in grado di pianificare, progettare e dirigere interventi a livello conservativo e manutenzione in uno o più dei seguenti settori: dipinti, materiali lapidei,manufatti tessili, arredi lignei, metalli ceramici e vetri, carta e beni librari, materiali fotografici, cinematografici e digitali.

AREA DEL RESTAURO
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- è in grado di applicare le proprie conoscenze metodologiche alla pratica di interventi di restauro anche complessi;
- è in grado di riconoscere le situazioni di emergenza e urgenza del restauro, conoscendo le modalità di intervento;
- è in grado di interfacciarsi e collaborare con gli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro.

Le conoscenze, capacità e abilità pratiche relative all’area del Restauro sono conseguite e verificate attraverso i Laboratori di Restauro previsti dai piani didattici dei percorsi attivati.

AREA GIURIDICA, ECONOMICA E GESTIONALE
Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- è in grado di individuare quali sono gli aspetti rilevanti sotto il profilo economico e normativo nella definizione di un progetto di manutenzione e di intervento conservativo;
- sa utilizzare gli strumenti informatici per la gestione dei dati e del progetto di conservazione.


AUTONOMIA DI GIUDIZIO (MAKING JUDGEMENTS)

Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- è in grado di rilevare e valutare criticamente, ed in una visione unitaria, i dati relativi alla tecnica e allo stato di conservazione dei manufatti;
- affronta responsabilmente i problemi conservativi dal punto di vista della prevenzione, della manutenzione e dell'intervento;
- ha la capacità di reperire e vagliare fonti di informazione e bibliografiche;
- è in grado di svolgere attività di ricerca e sperimentazione nel campo della conservazione;
- è capace di lavorare sia in gruppo che in modo autonomo con responsabilità;
- conosce le norme deontologiche e i principi etici connessi all'elevata responsabilità professionale dei restauratori.
L'autonomia di giudizio viene conseguita attraverso lo studio e l'interpretazione critica di tesi e argomentazioni storico-artistiche, l'analisi di opere, di problemi conservativi e la valutazione di interventi di restauro.
Strumenti di verifica sono gli esami di profitto, oltre che le relazioni sulle attività pratiche nei laboratori di restauro, le presentazioni orali e la discussione della tesi di laurea.


ABILITÀ COMUNICATIVE (COMMUNICATION SKILLS)

Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede adeguata capacità di relazione e coordinamento in gruppi di lavoro in cantieri e laboratori di restauro;
- possiede capacità di comunicazione nei confronti delle altre figure professionali che operano nel campo dei beni culturali;
- è in grado di organizzare relazioni e comunicazioni secondo gli standard richiesti dal settore della conservazione;
- è in grado di comunicare contenuti di tipo didattico e divulgativo nel campo del restauro e della conservazione;
- possiede una conoscenza della lingua inglese a livello B2.
Le abilità comunicative sono conseguite attraverso l'esecuzione, con l'uso di strumenti informatici adeguati, di relazioni tecniche grafiche e testuali, e la loro presentazione e discussione orale.
Strumenti didattici di verifica sono le valutazioni delle attività pratiche, delle presentazioni orali, di relazioni ed elaborati finali e di eventuali rapporti relativi ad altre attività didattiche.
La prova di verifica di Ateneo della conosecnza della lingua inglese completa l'accertamento dell'acquisizione delle abilità comunicative.


CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO (LEARNING SKILLS)

Il laureato magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali:
- possiede un metodo di studio ed è in grado di porsi obiettivi di auto-apprendimento;
- è in grado di intraprendere, in modo autonomo, studi e ricerche finalizzati al proprio aggiornamento professionale;
- è in grado di acquisire nuovi strumenti per sviluppare ulteriormente la propria formazione professionale.
La capacità di apprendimento viene conseguita attraverso l'integrazione tra l'estesa attività pratica di restauro e l'approccio interdisciplinare nei corsi teorici e nelle attività frontali, oltre che con la partecipazione a seminari, a tirocini e cantieri didattici, e ad altre attività di approfondimento.
Strumenti didattici di verifica sono le valutazioni delle attività pratiche, delle presentazioni orali, di relazioni ed elaborati finali e di eventuali rapporti relativi ad altre attività didattiche.

Mobilità internazionale

I programmi di mobilità destinati agli studenti promossi dall'Ateneo di Bologna in collaborazione con Atenei dell'Unione Europea e di alcuni paesi non compresi nella Unione Europea offrono l'opportunità di svolgere un periodo di studio o di tirocinio all'estero .

Consulta le informazioni sulle opportunità all'estero alle pagine:

http://www.letterebeniculturali.unibo.it/it/la-dimensione-internazionale-della-scuola

http://www.unibo.it/it/campus-ravenna/servizi-di-campus/ufficio-relazioni-internazionali


Delegati/Referenti nell'ambito della internazionalizzazione:

Prof. Gustavo Gozzi gustavo.gozzi@unibo.it
Prof. Mario Neve mario.neve@unibo.it

Ufficio Orientamento Tirocini e Relazioni Internazionali (International Relations Service )
campusravenna.relazioniinternazionali@unibo.it

Prova finale

Modalità di svolgimento della prova finale
La prova finale, con valore abilitante, consiste in due prove:
a) una di carattere applicativo, consistente in un intervento pratico-laboratoriale. Ai sensi dell'art. 6 del DM 87/2009, qualora la prova non venga superata, il candidato potrà ripetere l'esame nella sessione successiva;
b) una di carattere teorico-metodologico, consistente nella discussione di un elaborato scritto, dove il candidato presenta un progetto conservativo scelto all'interno del suo settore specifico di specialità, sviluppato in modo autonomo anche rapportandosi alle altre professionalità che intervengono nei processi di conservazione dei beni culturali, e svolto nell'ambito delle attività pratiche del periodo di tirocinio, finalizzato alla preparazione della prova finale/tesi di laurea, come previsto nell'ordinamento didattico.
Tale tesi consiste in un elaborato scritto preparato sotto la supervisione di uno o più relatori, che verrà valutato nell'esame finale dove il laureando magistrale dovrà presentare con chiarezza e piena padronanza i risultati del proprio lavoro, motivando dal punto di vista scientifico e storico-artistico tutte le scelte compiute.
Ai sensi del DM 87/2009, la commissione per l'esame finale è composta da 7 membri nominati dai Direttori delle istituzioni formative e comprende almeno due membri designati dal Ministero per i beni e le attività culturali tra gli iscritti nel registro dei restauratori da almeno 5 anni, nonché due docenti universitari designati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Nella fase di prima applicazione, il Ministero per i beni e elettività culturali designa i due membri tra i diplomati delle scuole di alta formazione e studio del ministero stesso.

Accesso a ulteriori studi

Dà accesso agli studi di terzo ciclo (Dottorato di ricerca e Scuola di specializzazione) e master universitario di secondo livello.

Sbocchi occupazionali

PROFILO PROFESSIONALE:
Restauratore di Beni Culturali (art.29, co. 6,7,8,9 D.Lgs 42/04 successive modificazioni)

FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:
- definisce lo stato di conservazione anche attraverso sopralluoghi e analisi dell'opera e del suo contesto;
- mette in atto un complesso di azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi dei beni e assicurarne la conservazione, salvaguardandone il valore culturale;
- svolge attività di ricerca, documentazione e archiviazione, di supporto ai successivi processi di lavoro;
- analizza i dati relativi ai materiali costitutivi, alla tecnica di esecuzione ed allo stato di conservazione dei beni e li interpreta;
- progetta e dirige, per la parte di competenza, gli interventi; esegue direttamente i trattamenti conservativi e di restauro;
- dirige e coordina gli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro;
- svolge attività di ricerca, sperimentazione e didattica nel campo della conservazione;
- controlla le condizioni fisiche e ambientali di reperti e opere d'arte.

Le attività svolte da questa figura variano profondamente in funzione degli oggetti da restaurare.



COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE:
- competenze di biologia, chimica, fisica e mineralogia per una corretta analisi diagnostica sullo stato di conservazione dei beni culturali;
- conoscenza della storia dell’arte, delle tecniche artistiche e delle problematiche - anche di carattere archeologico - connesse allo studio delle testimonianze materiali;
- conoscenze sulle tecniche di intervento e di protezione dei beni;
- conoscenza delle procedure di redazione e archiviazione di documenti, nonché della normativa relativa ai Beni Culturali;
- buona conoscenza della lingua inglese per l’aggiornamento e la partecipazione a convegni internazionali;
- abilità manuali necessarie alla pratica degli interventi conservativi e di restauro;
- capacità organizzative e di aggiornamento continuo;
- predisposizione al problem solving;
- attitudine alla comunicazione sia con i vari referenti che con i committenti.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
- Laboratori ed imprese di restauro;
- Istituzioni del Ministero dei Beni e Attività Culturali preposti alla tutela dei Beni Culturali (soprintendenze, musei, biblioteche, archivi, ecc.);
- Aziende ed organizzazioni professionali del settore;
- Istituzioni ed Enti di ricerca pubblici e privati operanti nel settore della conservazione e restauro dei beni culturali.



Parere delle parti sociali

In data 24/2/2012 la Commissione ha esaminato la sintesi della consultazione delle parti interessate avvenuta mediante incontri con i responsabili di organismi di tutela e conservazione sia regionale che nazionale. Sono emerse le seguenti indicazioni:
- Ravenna, con otto siti UNESCO patrimonio dell'umanità, è da decenni caratterizzata dalla presenza di elevate competenze sia scientifiche che di restauro del patrimonio dei BC. Il settore del restauro del mosaico, delle superfici architettoniche e decorate dell'arch., nonché di strutture e oggetti archeologici ha visto una stretta collaborazione tra l'Ateneo sede di Ravenna e quelli di tutela e conserv. del patrimonio quali la Soprint. ai monumenti e quella Archeol.. Si ritiene che tale sinergia di competenze debba essere strutturata in un percorso did.di LM a CU in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali per formare laureati con la qualifica profess. di Restauratore di BC, di cui all'art. 29, co. 6,7,8,9 D.Lgs. 42/04 e successive modificazioni.
- La necessità che la professione del restauratore dei BC goda di conoscenze e competenze sia scientifiche che umanistiche e di operatività del restauro è stata riconosciuta dalle parti sociali che hanno ritenuto che tali competenze siano fornite dagli Atenei e da quelli dei BC.
- La professione del restauratore dei BC potrà operare nel contesto sia italiano che internaz., in particolare nei paesi mediterranei che hanno molti mosaici sia parietali che pavimentali sia storico-artistici che archeologici, nonché di strutture architettoniche ed oggetti archeologici.
- Nel contesto nazionale, i contatti avuti con responsabili dell'amministrazione centrale del MIBAC, confermano la necessità che Ravenna per la sua storia e completezza di competenze possedute, possa costituire un polo di eccellenza nel restauro sia del mosaico che delle superfici architettoniche ed i materiali e strutture di provenienza archeologica
La Commissione concorda che il progetto di corso è coerente con le esigenze del sistema socio-economico.
Le parti sociali consultate sono: Direttore Regionale per i BC e Paesaggistici dell'ER – Bologna; Soprintendente ai beni archeologici dell'ER, Bologna; Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di RA, FE, FC, RM-RA; Direttore Generale per le Antichità, Fondazione Ravennantica.

Contatti e recapiti utili

Gli studenti possono contattare il Coordinatore del corso di studio:

prof.ssa Mariangela Vandini mariangela.vandini@unibo.it

Segreteria Didattica
Palazzo Corradini - via Mariani, 5 - 48121 Ravenna (piano ammezzato)
tel. 0544-936911 telefax: 0544-936942
letterebenicult.vpra.infodidattica@unibo.it .

Segreteria Studenti
http://www.unibo.it/it/campus-ravenna/servizi-di-campus/segreteria-studenti

Tutor
http://corsi.unibo.it/MagistraleCU/ConservazioneRestauroBeniculturali/Pagine/tutor.aspx